Storia di Praga

Le prime tracce di insediamento umano nella valle attualmente occupata dalla Boemia risalgono ad epoche antichissime.

La storia di Praga, tuttavia, appare indissolubilmente legata al nome di un sovrano, denominato poi Santo Protettore della Repubblica Ceca: Re Venceslao. A questo sovrano si deve, infatti, la conversione definitiva al cristianesimo degli abitanti del Regno di Boemia: l'avvenimento porta la data del 930 d. C. Il momento di maggiore splendore della città si deve a Carlo IV che fu sovrano del Regno dal 1346 al 1378. Durante il Regno di Carlo IV, Praga raggiunse una grande autonomia e vide sorgere numerosi monumenti di grande valore sia storico che artistico. Ricordiamo, in particolare, l' Università di Carlo, il Ponte Carlo e la Cattedrale di San Vito.

A Jan Hus, formatosi proprio presso l' Università di Carlo, si deve l'inizio di un periodo assai turbolento: Hus fu mandato al rogo nel 1415 a causa del suo movimento di riforma ecclesiastica. L'episodio scatenò l'ira dei sostenitori di Hus e provocò lo scoppio di una violenta rivolta, nota oggi come la "defenestrazione di Praga". La folla, dopo aver invaso il Nuovo Municipio, "defenestrò" i più insigni ministri cattolici della città.

Il 1526 segna l'inizio di una nuova fase storica per la città di Praga: sale sul trono la dinastia cattolica degli Asburgo e per qualche anno parve che la situazione interna avesse raggiunto uno sperato equilibrio.

La pace, tuttavia, non durò molto: nel 1618 una nuova "defenestrazione" sancì l'inizio di un nuovo e lunghissimo periodo di turbolenze e scontri: scoppia la Guerra dei Trent' Anni.

La guerra, questa volta, non assunse la forma di un conflitto interno, ma devastò buona parte dell'Europa.

La Boemia fu una delle regioni europee a subire più danni in seguito al conflitto: oltre all'ingente numero di vittime, questa terra dovette abbandonare per altri tre secoli le sue speranze di indipendenza.

A partire dalla metà del 1800, Praga fu nuovamente terreno di conflitti e rivolte interne. Si era formato, in quegli anni, un movimento, noto come Revival Nazionale Ceco, che aveva l'obiettivo di affermare la libertà d'espressione dei movimenti artistici e letterari cechi. Alle tensioni presenti nell'ambiente culturale, si affiancava il malcontento del popolo che reclamava i propri rappresentanti nella gestione della politica e della vita pubblica.

Il Movimento Nazionalista giunse alle porte del XX secolo ancora più forte. La mossa decisiva fu l'alleanza con i movimenti indipendentisti che, nel frattempo, si erano sviluppati nella vicina Slovacchia. L'appoggio delle Truppe Alleate durante la Prima Guerra Mondiale permise alla Cecoslovacchia di conquistare la tanto attesa indipendenza e di proclamare Praga capitale del nuovo Stato. Durante la Seconda Guerra Mondiale, Praga dovette difendersi dall'invasione delle truppe tedesche. Ad aiutarla nell'impresa furono le truppe sovietiche. Con le elezioni del 1946 il Partito Comunista divenne, anche in Cecoslovacchia, il partito dominante.

Ci si avvicina così ad un'altra fase storica estremamente importante: la Primavera di Praga. Quello che oggi attribuiamo ad un intero periodo storico, era in realtà il nome di un nuovo movimento indipendentista sorto a Praga dopo la fine del secondo conflitto mondiale.

Obiettivo del movimento era quello di ottenere l'indipendenza del partito comunista cecoslovacco dal partito comunista sovietico. La reazione dell'Unione Sovietica, come si può immaginare, non fu indolore: i carri armati invasero nuovamente Praga, provocando morti e devastazione. Il Partito Comunista di matrice sovietica che rimase al potere apparve solido ed impenetrabile. Esso rimase alla guida del paese fino al 1989, data che segna la caduta del Muro di Berlino.

Alla caduta del Muro, successero a Praga una serie di dimostrazioni pacifiche che a causa della loro natura conquistarono il nome di "Rivoluzione di Velluto". Si trattò, infatti, di movimenti non violenti, ma allo stesso tempo decisivi per l'affermazione delle nuove esigenze della popolazione cecoslovacca. Nel 1993 si arrivò finalmente al "Divorzio di Velluto": la Cecoslovacchia si divise in due Repubbliche che, da tempo, gridavano al separatismo.

Nascono la Repubblica Ceca e la Repubblica Slovacca.

Praga, rimasta capitale della Repubblica Ceca, è diventata col tempo una delle principali mete turistiche europee.

Questa città, lo abbiamo visto dalla sua storia, ha saputo mostrare in più di un'occasione la sua forza e la sua voglia di indipendenza, oggi è entrata a far parte dell'Unione Europea ed appare destinata a diventare una delle realtà più interessanti del vecchio continente, sia dal punto di vista politico che dal punto di vista culturale ed artistico.